PERCHÉ MOLTE PERSONE PREFERISCONO IL DECAFFEINATO?

 

Spesso bere il decaffeinato è più una necessità che una preferenza, in quanto il normale caffè contiene un alcaloide, comunemente conosciuto come CAFFEINA, che ha un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale e, per le persone sensibili o che soffrono di alcune patologie può (il condizionale è d’obbligo), causare:

  • Nervosismo
  • Tachicardia
  • Insonnia
  • Pressione alta

 

Una persona adulta può tranquillamente consumare fino a 4/5 tazzine di espresso al giorno (sono circa 450 mg di caffeina), in alcuni casi però è consigliabile farne meno uso o in casi estremi escluderlo.


Proprio per questo motivo, tra la fine dell’800 e inizio ‘900 si cominciarono a studiare sistemi per estrarre la caffeina dai chicchi di caffè non ancora tostati permettendo così di consumarlo lo stesso.


QUAL È IL PROCESSO PER DECAFFEINARLO?

Come detto precedentemente, durante gli anni, sono state create, valutate, sperimentate diverse tecniche, tentando il più possibile di tenere intatte, le caratteristiche del caffè (aroma e gusto).

3 sono le tecniche più comuni e più utilizzate:


Procedimento con solvente organico, procedimento con acqua e procedimento con anidride carbonica.

Partiamo dal primo:


Si immergono in acqua i chicchi per farli aumentare di volume e rendere l’estrazione della caffeina più semplice utilizzando un solvente organico.


Il secondo procedimento è il metodo più “naturale “perché i chicchi vengono immersi in acqua calda e poi filtrati tramite carboni attivi in modo tale da bloccare la caffeina.


Come detto prima è il metodo più naturale però, si perdono le qualità organolettiche del caffè durante il processo. Vengono “spazzate via” dall’acqua calda.


Ultimo processo, ma non meno importante è il procedimento tramite anidride carbonica. È il più complesso (è anche il più utilizzato). I chicchi vengono trattati con del vapore, inseriti successivamente in speciali cilindri dove viene immessa anidride carbonica a certe temperature e pressioni che estrai la caffeina.


Grazie a questo processo non vengono utilizzati additivi che spesso vengono configurati come dannosi e nocivi per la saluta e soprattutto, le qualità organolettiche del caffè rimangono invariate.


MA IL DECAFFEINATO FA MALE?

 

In molti pensano che gli strumenti che utilizzano solventi per l’estrazione della caffeina siano nocive, ma in realtà questo non è vero:

 

I procedimenti di estrazione vengono effettuati su chicchi freschi, e quindi non sono stati tostati, gli eventuali residui evaporano cosi durante la tostatura. Inoltre, quasi tutti i procedimenti che utilizzano i solventi sono stati del tutto messi da parte.

 

UN CAFFE’ DECAFFEINATO, QUINDI E’ TOTALMENTE PRIVO DI CAFFEINA?

 

Mi spiace deludervi ma la risposta è NO. Contiene comunque una dose (seppure minima) di caffeina, circa lo 0,1% e quindi, se dovesse essere consumato in dosi molto alte potrebbe risultare nocivo.

 

In ogni caso, buon caffè!